Gioele Sasha Staltari
NINÎN
Sangue del vostro Sangue
INAUGURAZIONE SABATO 1 AGOSTO ALLE ORE 17,00
Agliano Terme, luglio 2026 – Prosegue ad Agliano Terme il calendario di DegustArt, la rassegna nata in collaborazione con il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato che mette in dialogo arte contemporanea e cultura del vino negli spazi di BAart. Il prossimo appuntamento è dedicato al giovane artista savonese Gioele Sasha Staltari che presenta NINÎN. Sangue del vostro sangue, un progetto inedito pensato appositamente per l’ex confraternita di San Michele, nuova tappa della sua ricerca artistica.
Il titolo nasce da Ninîn, l’espressione affettuosa del dialetto ligure con cui la nonna era solita chiamare Gioele durante l’infanzia. Proprio durante una visita a casa sua, quasi per caso, l’artista sfoglia un album fotografico dedicato ai primi mesi di vita della madre, con gli scatti del battesimo: quelle immagini della metà degli anni Settanta, pur appartenendo a un tempo lontano, si rivelano sorprendentemente familiari, tanto da diventare il punto di partenza di una riflessione sull’identità e sui legami che attraversano le generazioni.
«Quelle fotografie raccontavano un tempo che non avevo mai vissuto, eppure lo sentivo scorrere nelle vene. In quel momento ho capito che si possono ereditare memorie, affetti e appartenenze senza averli conosciuti direttamente. Da lì è nata la mostra», racconta Gioele Sasha Staltari.
Passato e presente, sacro e profano convivono nelle opere realizzate per BAart: disegni su carta, tende e lenzuola provenienti dalla casa dei nonni e dipinte con caffè e carboncino, sculture in ceramica ispirate alla tradizione savonese e installazioni trasparenti su organza trasformano volti, dettagli e oggetti quotidiani in una narrazione personale che incontra lo sguardo del visitatore. Per mezzo di un linguaggio figurativo e materiali di recupero testimoni del passato, Staltari sceglie di avvicinare il pubblico a un’esperienza intima ma condivisibile, lasciando che ciascuno ritrovi qualcosa di sé in ciò che osserva.
Il titolo nasce da Ninîn, l’espressione affettuosa del dialetto ligure con cui la nonna era solita chiamare Gioele durante l’infanzia. Proprio durante una visita a casa sua, quasi per caso, l’artista sfoglia un album fotografico dedicato ai primi mesi di vita della madre, con gli scatti del battesimo: quelle immagini della metà degli anni Settanta, pur appartenendo a un tempo lontano, si rivelano sorprendentemente familiari, tanto da diventare il punto di partenza di una riflessione sull’identità e sui legami che attraversano le generazioni.
«Quelle fotografie raccontavano un tempo che non avevo mai vissuto, eppure lo sentivo scorrere nelle vene. In quel momento ho capito che si possono ereditare memorie, affetti e appartenenze senza averli conosciuti direttamente. Da lì è nata la mostra», racconta Gioele Sasha Staltari.
Passato e presente, sacro e profano convivono nelle opere realizzate per BAart: disegni su carta, tende e lenzuola provenienti dalla casa dei nonni e dipinte con caffè e carboncino, sculture in ceramica ispirate alla tradizione savonese e installazioni trasparenti su organza trasformano volti, dettagli e oggetti quotidiani in una narrazione personale che incontra lo sguardo del visitatore. Per mezzo di un linguaggio figurativo e materiali di recupero testimoni del passato, Staltari sceglie di avvicinare il pubblico a un’esperienza intima ma condivisibile, lasciando che ciascuno ritrovi qualcosa di sé in ciò che osserva.
Il percorso è pensato in stretta relazione con BAart: l’ex confraternita di San Michele infatti diventa parte integrante della narrazione. «Non volevo che BAart fosse semplicemente lo spazio che ospita la mostra. Mi interessava che diventasse un involucro di memoria capace di custodire e far rivivere storie. Come chi oggi entra nell’ex confraternita continua a respirarne il passato attraverso le sue pareti, così desidero che le mie opere entrino in dialogo con quel luogo e ne diventino parte», spiega Staltari.
Con questo progetto BAart conferma la volontà di accogliere opere capaci di instaurare un dialogo con la sua storia, architettura e identità. Prendendo avvio da una vicenda personale, NINÎN. Sangue del vostro sangue invita il visitatore a confrontarsi con i propri ricordi e con il passato che ciascuno eredita senza averlo vissuto direttamente, trasformando l’esperienza individuale in uno spazio di riconoscimento condiviso.
Con questo progetto BAart conferma la volontà di accogliere opere capaci di instaurare un dialogo con la sua storia, architettura e identità. Prendendo avvio da una vicenda personale, NINÎN. Sangue del vostro sangue invita il visitatore a confrontarsi con i propri ricordi e con il passato che ciascuno eredita senza averlo vissuto direttamente, trasformando l’esperienza individuale in uno spazio di riconoscimento condiviso.
L’ARTISTA
Gioele Sasha Staltari nasce a Savona nel 2002. Cresce ad Albisola Superiore (SV) e studia presso il liceo artistico A. Martini di Savona. Successivamente al conseguimento del diploma si trasferisce a Milano per frequentare la scuola di Pittura del professor Carlo Pizzichini presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Conclude il percorso di studi nel 2024 con lode e menzione. Dallo stesso anno vive a Torino dove prosegue la carriera accademica come studente della scuola di Grafica d’Arte di II livello dell’Accademia Albertina. Opera tra Torino e Celle Ligure (SV).
Recentemente il suo lavoro è stato esposto in diverse personali, collettive, premi e residenze tra cui: Premio Mestre di Pittura (vincitore premio giovani – borsa di studio, MUVEC Venezia, 2026), Domani il sole sorgerà comunque (personale, BIBOx Art Space, Biella, 2025-2026), Germinale Monferrato Art Fest (residenza d’artista, Castello di Frinco, 2025), Tornare a casa, (personale, Museo della ceramica di Savona, piano 0, 2024).
Gioele Sasha Staltari nasce a Savona nel 2002. Cresce ad Albisola Superiore (SV) e studia presso il liceo artistico A. Martini di Savona. Successivamente al conseguimento del diploma si trasferisce a Milano per frequentare la scuola di Pittura del professor Carlo Pizzichini presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Conclude il percorso di studi nel 2024 con lode e menzione. Dallo stesso anno vive a Torino dove prosegue la carriera accademica come studente della scuola di Grafica d’Arte di II livello dell’Accademia Albertina. Opera tra Torino e Celle Ligure (SV).
Recentemente il suo lavoro è stato esposto in diverse personali, collettive, premi e residenze tra cui: Premio Mestre di Pittura (vincitore premio giovani – borsa di studio, MUVEC Venezia, 2026), Domani il sole sorgerà comunque (personale, BIBOx Art Space, Biella, 2025-2026), Germinale Monferrato Art Fest (residenza d’artista, Castello di Frinco, 2025), Tornare a casa, (personale, Museo della ceramica di Savona, piano 0, 2024).
